DANZA TERAPIA E MALATTIE NEUROLOGICHE
Quello che si è notato nell'applicazione delle lezioni di danza terapia su persone affette da malattie neurologiche è stato un netto miglioramento di alcune funzioni importanti come l'equilibrio, la postura, la coordinazione e la memoria.
Vediamo nello specifico come si possono utilizzare le tecniche di danza nelle varie forme di malattia neurologica.
Malattia di Parkinson
Nelle lezioni di danza terapia per la Malattia di Parkinson, abbiamo utilizzato alcuni esercizi derivanti dalla danza classica.
Per gli allievi abbiamo usato la sbarra di danza per mantenere in equilibrio tutti , sopratutto coloro che sono arrivati a lezione con deambulatori o stampelle.
Abbiamo usato alcuni esercizi che hanno la capacità di allungare i legamenti come i plié, i tendu e gli jeté con le flessioni delle caviglie sempre per lo stesso scopo. Allo stesso tempo questi tre esercizi sono serviti per aumentare il tono muscolare e allungare la forma del muscolo stesso in modo che riprendesse vigore e riprendesse, in modo dolce, a muoversi.
Dopo qualche lezione, abbiamo inserito i relevé prima con il piede piano e in seguito in mezza punta. Queste variazioni hanno aumentato l'equilibrio e hanno dato sicurezza agli allievi che si sono sentiti subito più sicuri di sé.
L'introduzione dei rond de jambe ha aumentato la capacità di recuperare il baricentro in un esercizio che sposta il peso da una gamba all'altra.
Alcune serie di batman hanno aumentato la tonicità dei muscoli del bacino e della schiena.
Port des bras e stretch sono riusciti in poco tempo a regalare la sensazione di poter ancora arrivare fino a terra e allungarsi nello spazio distribuendo in modo graduale e controllato il peso e il baricentro del corpo. Stesso risultato si è ottenuto introducendo camminate varie prese dagli esercizi della propedeutica varie in punta, sui talloni, esterno ed interno piede ma sopratutto camminate oltre misura che hanno ridato la capacità di capire che si può ancora vivere una vita in modo armonico e sicuro. Piccoli accorgimenti che hanno dato a tutti la sensazione di tornare “NORMALI” nelle attività di tutti i giorni come allacciarsi da soli le scarpe, andare al mercato, ballare con la moglie o dimenticarsi in palestra il deambulatore.
La cosa più importante e anche la più difficile, è stata DARE UNA MOTIVAZIONE.
La malattia non deve bloccare le persone ma deve adeguarsi alla loro forza di vivere una vita che deve continuare ad essere chiamata felice.