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DANZA TERAPIA E MALATTIA DI ALZHEIMER

Maurizio Guasco • 3 gennaio 2025

Malattia di Alzheimer


Nella Malattia di Alzheimer, abbiamo notato un particolare giovamento nell'utilizzo della danza contemporanea.

Eseguendo piccole coreografie fatte di allungamenti e contrazioni (derivanti dalla tecnica Graham) abbiamo notato che nelle lezioni successive le persone ricordavano la sequenza, o meglio il corpo ricordava la sequenza. La correlazione tra corpo e mente è fondamentale e con i malati di Alzheimer si sono riscontrati ricordi nuovi legati proprio alle lezioni precedenti. Questo ci ha fatto pensare che la continuità delle lezioni , possa essere la via giusta per fare in modo che i ricordi persistano. La ripetizione, la coordinazione legati ad un ricordo del passato hanno un riscontro terapeutico.

Sono nate così, le sequenze legate ai ricordi che partono da diversi tipi di saluti chiedendo la regione d'origine alle persone e legandole ad un particolare modo di salutare. A ciò abbiamo aggiunto un modo per riconoscere il saluto dandogli un nome (Siciliano, Piemontese, Arabo, Napoli ecc). Sommando il ricordo a un movimento ricordato con un nome, rende la memorizzazione più veloce e persiste nel tempo perchè ha più punti di riferimento. In più, alla fine della lezione, viene costruita una frase in base alla sequenza realizzata dando un ulteriore ricordo legato ai movimenti stessi.

La realizzazione di questa sequenza, è molto più facile nel momento in cui si crea che nella sua descrizione teorica.

Lo stesso meccanismo lo si può realizzare con i mestieri svolti dalle persone, con la descrizione del fisico o del carattere di persone da loro conosciute.

Con l'associazione multipla ( ricordo, movimento, assegnare al movimento un nome e la frase finale) abbiamo ottenuto ottimi risultati.

La lezione non sarà solo improntata sulla costruzione di ricordi ma avrà anche una parte ludica rappresentata dall'utilizzo di oggetti o stoffe che diventano a loro volta ricordi d'infanzia, giochi semplici con scambi tra i partecipanti degli oggetti stessi che rendono le persone socievoli e disposte a condividere anziché chiudersi in se stessi.


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