CAREGIVER ,
CUCINARE O MANGIARE?
L'arte di saper aiutare
Con questa citazione dal film “IL MENU”, vogliamo lanciare una provocazione sottolineando il fatto che , molto spesso, i caregivers si trovano in questo ruolo senza una adeguata preparazione.
Cucinare: saper creare armonia , bellezza, situazioni appaganti, assaggiare per esaltare il gusto
Mangiare: prendere senza gustare, senza sentire il sapore della fatica di chi ha preparato. Oppure essere temporaneamente costretti solo a nutrirsi.
La frase, ha lo scopo di far pensare al fatto che una persona deve decidere se è in grado di creare bellezza e amore o se è invece solo capace di nutrirsi di questi. Non c'è un giudizio ne una classifica per quale sia la scelta giusta, deve invece esserci la consapevolezza di essere in grado di gestire attivamente o meno una situazione di difficoltà in cui ci veniamo a trovare.
Si diventa caregiver non per scelta ma per necessità e ci si trova a dover imparare cose mai sentite e mai viste basandosi esclusivamente sull'esperienza del momento.
E' importante saper adattarsi alle esigenze del momento in modo rapido e ottimale e spesso questa “improvvisazione” mette a disagio e fa provare paura di commettere un errore. Chi diventa assistente non ha il modo di prepararsi e quindi sarebbe il caso di iniziare a fare corsi per aiutare chi si dovrà occupare di qualcuno in difficoltà.
L' errore non esiste ma esistono modi più veloci e pratici di agire.
La persona in difficoltà, si comporta da arrabbiata, egoista,dirige tutte le sue richieste a chi gli sta vicino in maniera arrogante, vuole stare solo ma soffre di solitudine, pensa che questa cosa non doveva accadergli, che esiste la sfortuna che lo perseguita, che il mondo gli si è rivoltato contro, vuole morire per non essere di peso a nessuno, gli viene tolta la libertà di vivere e non vede una via d'uscita.
Ma guarda un po', sei forse il centro dell'universo?
Lo dico per esperienza, perdiamo l'obbiettività e non siamo in grado di chiedere aiuto.
Chi è in difficoltà deve essere accompagnata a comprendere che non si perde la dignità nel chiedere aiuto, quando si ha bisogno lo si DEVE chiedere con tutto il coraggio che ci rimane anche se dobbiamo andare contro ai nostri principi che, altro non sono che delle limitazioni.
Quindi dobbiamo imparare a “CUCINARE” e costruendo un ambiente sano, ricco di bellezza e amore dove vivere con gioia perchè verranno momenti in cui non ci sarà niente da “MANGIARE” e si dovranno inventare piatti nuovi utilizzando gli avanzi di una vita che, se è stata spesa bene, avrà ancora tanta bellezza da regalare.
Creare una nuova vita con ciò che abbiamo, avrà un sapore di conquista e di orgoglio di essere UGUALMENTE UTILI anche quando tutti di diranno “poverino”.
Non fatevi mai dare del poverino da qualcuno che non sa nemmeno cosa significhi vivere in difficoltà.
Vi sembrerà che abbia cambiato argomento, invece i caregiver spesso non sanno cosa significhi vivere dipendenti da qualcun altro.
Essere un caregiver è una cosa altrettanto impegnativa quanto essere in difficoltà perchè significherà cambiare e adattare la propria vita a quella di un altra persona, prendersene cura molte ore al giorno, sospendere la realizzazione dei propri desideri, rinunciare a viaggi, partite, vacanze, carriera, sogni,
Ora vi faccio una domanda : chi ha detto che non possiamo condurre una vita gioiosa e appagante anche in questa condizione?
Dopo un primo periodo in cui si perdono tutti i riferimenti, si dovrà ricominciare a realizzare tutto ciò che si ha in programma trovando il modo più adatto alle nuove esigenze.
La vita non si ferma e ci offre nuove opportunità di viverla al meglio. Non si deve rinunciare a niente ma condividere, creare nuovi interessi in comune e per farlo ci vuole solo un piccolo e insignificante ingrediente: L'AMORE.
Creare corsi specifici per caregivers, sarebbe un ottima scusa per iniziare ad affrontare il problema delle relazioni interpersonali.
Vengono definiti i ruoli della coppia, leader e dipendenti, le capacità organizzative, quelle pratiche e quelle creative, i ruoli e la gerarchia.
Proprio come accade in una truppa da cucina che, guarda caso si chiama truppa. Ognuno ha un compito preciso ed è sua responsabilità quel ruolo,non il resto.
Come in una truppa militare ogni compito viene assegnato a seconda delle capacità e si potranno ottenere risultati ottimali e di qualità per realizzare una vita piena e creativa.
La vita non finisce con un problema ma il problema diventa una nuova opportunità di vita