Lo spot è stato trasmesso su Rai3 Piemonte lo scorso 1° febbraio
Vivere col signor P.
L’importanza di fare Associazione
di Maurizio Scordino
Ho realizzato di recente, insieme all’amico Gianni Armano che ne ha curato le riprese e il montaggio, uno spot per spiegare a chi soffre di Parkinson, alle loro famiglie e anche a chi non ne soffre e non sa nulla di questo mondo, la differenza tra restare soli a combattere contro una malattia subdola e (per ora) invincibile, oppure entrare a far parte di un gruppo coeso come lo è l’Associazione Parkinson di Alessandria OdV, di cui appunto faccio parte.
In conseguenza del mio lavoro ho ricevuto moltissimi complimenti, che ovviamente mi hanno fatto molto piacere. Allo stesso tempo, però, mi hanno fatto riflettere sull’effettivo merito che ho avuto, rispetto a quello silenzioso e quotidiano della comunità di pazienti cui da qualche anno, orgogliosamente, appartengo.
Ho infatti pensato a quanto sia stato facile, per me, riuscire a mettere insieme le buone idee e le parole giuste per realizzare questo filmato. Mi è bastato infatti sapere che quando si gode, come appunto nel mio caso, della stima incondizionata da parte di moltissimi amici che vivono la mia stessa condizione, ci si sente più forti e carichi di fiducia in sé stessi. Uno stato di grazia, che mi sprona a impegnarmi in qualcosa che risulta essere di utilità collettiva, riuscendo così a dare sempre il meglio che posso.E poi, la consapevolezza di avere lo stimolo costante del loro (mi riferisco a malati e caregiver) modo di vivere la malattia. Sì, il loro, giacché io - fin che dura - posso considerarmi un privilegiato per l'approccio affatto aggressivo che il signor P. ha assunto nei miei confronti. Le frasi e i testi che ho inserito, infatti, non sono il frutto della mia fantasia, bensì il riporto fedele di quanto in ogni occasione ascolto da loro.
Anche quando non lo dicono espressamente, perché è nei fatti che traspare la loro forza per continuare a lottare nonostante tutto e tutti. Io mi sono solo limitato a registrarla: l'ho semplicemente ridotta entro i tempi tecnici consentiti da uno spot.
E ancora loro, non io, hanno saputo rendere nelle immagini che li riprendono, quella dignità che appartiene a tutto il nostro gruppo nella sua interezza e che per me costituisce un esempio da seguire, oltre a un viatico per il futuro che verrà.È il mio Gruppo, in definitiva, che se un merito esiste in tutto ciò, ha quello di avermi concesso l’opportunità di mettere a disposizione di una buona causa quel tanto e quel poco che so fare.
Certo, forse avrei preferito farne volentieri a meno? Probabilmente sì, almeno quanto lo avrebbero preferito tutti loro. Ma questa, come si dice in questi casi ... sarebbe una storia diversa. Una storia che oggi, però, non ha più alcun senso rimpiangere.